LOTTA ALLA MALNUTRIZIONE NEGLI OSPEDALI
Il Sant’Eugenio di Roma si unisce ai 36 ospedali italiani che hanno aderito alle precedenti edizioni del Nutrition Day. Si svolgerà giovedì 21 gennaio la giornata promossa dalla Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo (SINPE), durante la quale i pazienti di tutti gli ospedali o case di cura dei 27 Paesi europei compileranno un questionario che svelerà il tipo di alimentazione da loro adottata. Lo scopo è ottenere un’istantanea delle cure nutrizionali messe in atto in ogni singola struttura. L’indagine nei reparti del Sant’Eugenio sarà condotta dalla Unità Operativa di Nutrizione Clinica della Asl Roma C, in collaborazione con il team nutrizionale attivo da 10 anni all’interno dell’ospedale. La sfida è stata lanciata dalla Società europea di Nutrizione clinica e metabolismo (ESPEN) - che riunisce 2.500 specialisti tra medici, infermieri, dietisti e farmacisti attraverso il piano d’azione "Fight against malnutrition" che, già iniziato nel 2009, proseguirà per i prossimi 5 anni con lo scopo di ridurre del 10% la malnutrizione nei pazienti ospedalizzati. Se da un lato l’obesità e la malnutrizione vengono considerate, un’emergenza mondiale, dall’altro, con il progressivo aumento dell’invecchiamento medio della popolazione, anche la denutrizione o malnutrizione "per difetto" sta assumendo sempre più i contorni di un fenomeno allarmante, causando disturbi e malattie. Tra il 20% e il 50% dei pazienti ricoverati in ospedale seguono una dieta inadeguata, insufficiente o incompleta. Essi risultano spesso malnutriti al momento dell’accettazione e il loro stato nutrizionale peggiora durante il ricovero. I più colpiti sono gli anziani e gli affetti da patologie croniche. La malnutrizione incide negativamente sulla qualità di vita dei malati e contribuisce, inoltre, ad aumentare i costi sanitari, poiché peggiora altre patologie presenti, ritardando le dimissioni dall’ospedale. Secondo dati SINPE, un’alimentazione sbagliata fa aumentare di circa il 19% (dai 200 ai 1.500 euro a paziente) il costo medio dei Drg (il sistema di rimborso nazionale della spesa ospedaliera), mentre basterebbe un investimento di 76 euro per poter effettuare lo screening e il trattamento nutrizionale adeguato per ogni assistito e ridurre così anche i giorni di degenza. "A fronte del grande numero di pazienti, soprattutto anziani, che sono affetti da malnutrizione - dovrebbe rendersi obbligatorio lo screening nutrizionale da effettuare in tutti coloro che si ricoverano in ospedale" afferma il dottor Giancarlo Sandri, dirigente responsabile della U.O. di Nutrizione Clinica della Asl Roma C. "L’esame continua il professore - si effettua attraverso semplici metodi non invasivi, ma di grande precisione e consente di rilevare il rischio nutrizionale cui è soggetto ogni assistito e adottare, di conseguenza, dei provvedimenti correttivi". (9Colonne)

























