ATTENZIONE AL PESCE CRUDO

Mangiare il pesce crudo e prendersi l’anisakidosi. E’ un rischio concreto – avverte l’Aduc- perché va di moda mangiare pesce crudo, in particolare il sushi e sashimi. L’anisakis è un verme di 3-4 cm, che può infestare praticamente tutti i pesci ma le specie più frequentemente colpite sono l’aringa, lo sgombro, il tracuro, il melù, il pesce sciabola, il merluzzo, le acciughe, la sardina e le triglie. Nessuna area di pesca marittima può essere considerata immune da larve di anisakis. Il vermetto provoca dolori addominali, diarrea, nausea, vomito, perforazioni dell’intestino e dello stomaco. A questi rischi ora se ne aggiunge un altro: l’allergia. Le reazioni allergiche alle larve di Anisakis comprendono gastroenterite e sintomi di natura reumatologica e dermatologica. E’ quanto rivela uno studio dell’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare. Per chi ama la dieta a base di pesce la soluzione è relativamente semplice: basta cuocere il pesce perché l’anisakis non resiste a temperature superiori a 60 gradi. La legge prevede che i pesci consumati crudi devono essere lasciati nel congelatore per 24 ore a -20 gradi. La prescrizione vale anche per un piatto molto popolare: le alici marinate. Il succo di limone o l’aceto non bastano ad uccidere il parassita, occorre appunto la refrigerazione prolungata. "Sarebbe interessante chiedere ai ristoratori – osserva l’Aduc - se le alici, o comunque il pesce crudo, che ci servono hanno passato una giornata nel congelatore". (9Colonne)

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