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NASCE LA DIETA MEDITERRANEA DELL’ALTA MURGIA

In occasione del Terra Madre Day 2011, domani 13 dicembre alle 19,30 a Gravina in Puglia presso le Officine Culturali "P. Impastato" in via San Vito Vecchio 8 si festeggia la nascita di Murgiamadre, un progetto enogastronomico che ha lo scopo di promuovere le produzioni alimentari dell’Alta Murgia, nello specifico il ‘buono’ dei prodotti, il ‘giusto’ nella filiera di produzione e il ‘pulito’ per l’ambiente. Durante l’incontro si parlerà della ricchezza del territorio dell’Alta Murgia, che permette la coltivazione di materie prime fondamentali per una sana alimentazione, e del know-how di produttori locali che le trasformano in prodotti tipici e spesso in vere e proprie eccellenze enogastronomiche. Tra queste, si distinguono il pallone di Gravina, il pane alto, la salsiccia, il sasanello e la verdeca. Al meeting, che vedrà la partecipazione di rappresentanti del circuito Slow Food delle Murge e del Parco dell’Alta Murgia, produttori e allevatori locali, cultori, nutrizionisti, studenti e professionisti, si discuterà delle buone pratiche di sana alimentazione e delle eccellenze enogastronomiche locali. Durante l’incontro saranno presentate alcune buone pratiche di coltivazione adottate sul territorio – come l’orto in Condotta Slow Food – e alcune storie di successo di produttori locali, e si discuterà della garanzia della filiera alimentare dell’Alta Murgia e della sicurezza della dieta mediterranea. (9colonne)

IL CARCIOFO BIANCO ALLA TAVOLA DI WILLIAM E KATE

C’è anche il carciofo bianco di Pertosa alla tavola di William e Kate. Secondo le indiscrezioni diffuse dai giornali in questi giorni, infatti, pare che la sposina più bella del Regno Unito abbia scelto la dieta mediterranea per affrontare la probabile gravidanza. Sua Altezza sembra oramai propensa a seguire uno stile alimentare sano, equilibrato e biologico. Tra i prodotti prediletti dalla duchessa, i fagioli di Casalbuono e il delizioso carciofo bianco di Pertosa (entrambi comuni in provincia di Salerno), eccellenza del territorio e presidio Slow Food. I consorzi del carciofo bianco di Pertosa e del fagiolo di Casalbuono hanno già creato un piatto dedicato al futuro erede al trono. Secondo la tradizione fu Carlo di Borbone, re di Napoli, a definire il carciofo il "re dell’orto", per la prelibatezza e la bellezza del portamento della pianta. Il "bianco" non rientra nelle classificazioni varietali della Penisola, differenziandosi da tutte le altre varietà sia per le caratteristiche morfologiche che per quelle genetiche. Le principali colture di carciofo bianco si trovano nei comuni di Pertosa, Auletta, Caggiano ed in misura minore Salvitelle, in provincia di Salerno. Coltivato senza uso di pesticidi o concimi chimici, il carciofo bianco è annoverato tra le più pregevoli colture della tradizione italiana. La Fondazione MIdA , Musei Integrati dell’Ambiente di Pertosa, ha inviato a William e Kate un ricco assortimento di pregiati carciofi bianchi. "Siamo certi che gradiranno il nostro dono – dice il presidente D’Orilia -. Abbiamo anche invitato la coppia reale a visitare le bellezze di Pertosa, le splendide Grotte dell’Angelo, i Musei Integrati dell’Ambiente e i nostri incantevoli percorsi naturali". (9colonne)

OGGI E’ L’OBESITY DAY

Oggi ricorre l’Obesity day, giornata di sensibilizzazione nazionale su sovrappeso e salute. L’iniziativa è promossa dell’Associazione italiana di Dietetica e nutrizione clinica (Adi). Tutti coloro che vorranno avere delucidazioni circa le modalità per dimagrire in modo corretto e salutare, potranno recarsi gratuitamente negli ospedali e centri per l’obesità che partecipano i all’iniziativa. E l’adesione dovrebbe essere alta, almeno così si spera, perché ormai il 46% degli italiani, ha problemi con la bilancia, o meglio, è in sovrappeso se non addirittura obeso: la maggior parte di questi sviluppa anche il diabete e l‘ipertensione. Gli indirizzi dei Centri a disposizione sono elencati sul sito www.obesityday.org. Il numero degli italiani adulti in sovrappeso o obesi è aumentato del 10 per cento negli ultimi venti anni anche per colpa di un preoccupante abbandono dei principi base della dieta mediterranea con il consumo di frutta e verdura per famiglia che si è ridotto di 10 chili negli ultimi dieci anni. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione dell’obesity day nel sottolineare che gli acquisti di frutta e verdura delle famiglie italiane sono passati da 450 chili a famiglia all’anno del 2000 ai 350 chili del 2010. Le malattie collegate direttamente all’obesità sono responsabili di ben il 7 per cento dei costi sanitari dell’Unione Europea poiché l’aumento di peso è un importante fattore di rischio per molte malattie come i problemi cardiocircolatori, il diabete, l’ipertensione, l’infarto e certi tipi di cancro, sulla base dei dati della Commissione Europea. Pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani di conquistare un record della longevità con una vita media di 79,1 anni per gli uomini e di 84,3 anni per le donne, nettamente superiore alla media a comunitaria. Ma il futuro è preoccupante per effetto soprattutto del progressivo abbandono dei principi della dieta mediterranea a favore del consumo di cibi grassi e ricchi di zucchero come le bibite gassate da parte delle giovani generazioni. Ben il 34 per cento dei piccoli cittadini italiani di 8 e 9 anni è lontano dal peso forma: oltre un milione è in sovrappeso (22,1 per cento del totale) e 400mila (11,1 per cento) sono obesi, secondo il monitoraggio effettuato dal progetto "Okkio alla salute", realizzato dal Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Istituto Superiore di Sanità. Dall’indagine è emerso che il 23 per cento dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura e che il 48 per cento assume quotidianamente bevande zuccherate e gassate. (9colonne)

LONGEVI GRAZIE ALLA DIETA MEDITERRANEA

La dieta mediterranea che si fonda sul consumo abbondante di frutta e verdura, olio di oliva e di un buon bicchiere di vino si conferma come un elisir per combattere l’invecchiamento con gli italiani che hanno conquistato un record nella longevità: 84,3 anni per le donne e 79,1 anni per gli uomini. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati Istat sulla speranza di vita degli italiani nel 2010, anno in cui la dieta mediterranea è stata riconosciuta come patrimonio immateriale dell’Unesco anche per l’impatto rilevante sulla salute. In dieci anni - precisa la Coldiretti - la speranza di vita media in Italia è aumentata di 1,5 anni per gli uomini e di 2,1 anni per le donne, collocando il nostro paese ai vertici europei. Secondo recenti studi pubblicati sul British Medical Journal analizzati dal team di Francesco Sofi, nutrizionista dell’Università di Firenze, la dieta mediterranea riduce del 13 per cento l’incidenza del Parkinson e dell’Alzheimer, del 9 per cento quella per problemi cardiovascolari e del 6 per cento quella del cancro. Dal riconoscimento dell’Unesco - conclude la Coldiretti - può venire dunque un importante impulso anche al recupero di sane abitudini soprattutto nelle giovani generazioni dove il problema del sovrappeso e dell’obesità riguarda un terzo dei bambini. (9Colonne)

L’OLIO DEL SALENTO BRINDA ALL’UNESCO

La dieta mediterranea, celebre in tutto il mondo per le sue non poche virtù salutari, ha ricevuto una “benedizione” massima, è stata proclamata dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità. La notizia è giunta da Nairobi, in Kenya, dove era in corso il dibattito del Comitato intergovernativo della Convenzione sul Patrimonio immateriale dell’Unesco. La candidatura della Dieta Mediterranea è stata presentata da quattro nazioni Italia (capofila), Spagna, Grecia, e Marocco. Nella decisione del Comitato di valutazione per l’iscrizione dell’Unesco si legge: “la Dieta Mediterranea è un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola". A tutti gli effetti, la Dieta Mediterranea è un vero e proprio modello nutrizionale i cui ingredienti principali sono olio di oliva, cereali, frutta e verdura, fresche o secche, un ammontare moderato di pesce, prodotti lattiero-caseari e carne, numerosi condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusioni. Ed è proprio uno degli alimenti principe di questo modello nutrizionale, l’Olio Extravergine di Oliva, a voler festeggiare il preziosissimo riconoscimento internazionale appena ottenuto. Lo fa nel Salento, un territorio letteralmente immerso nei mari del Mediterraneo e uno dei più importanti e prestigiosi produttori di eccellenza di questo nettare d’oro. Fino al 19 dicembre infatti presso l’Azienda Agricola Adamo di Alliste, in provincia di Lecce, sarà possibile degustare l’olio novello appena spremuto, assaporarne il corpo, conoscerne le caratteristiche e beneficiare di tutti i fattori salutari. Inoltre sarà possibile seguire un itinerario formativo che parte dalla campagna salentina e termina nell’imbottigliamento, il percorso permette di conoscere e toccare con mano l’intero ciclo produttivo di questo alimento mediterraneo così importante e prezioso. L’Olio dell’azienda salentina che ospita l’iniziativa ha recentemente ottenuto la "Silver Medal Award" presso il "Los Angeles International Extra Virgin Olive Oil Competition". La prenotazione alla partecipazione si può effettuare ai numeri: 0833.985288 – 320.4736801.

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IN CUCINA L’ECLISSI DEL PIACERE

E’ tra i fiori all’occhiello dell’italianità ed è candidata a divenire patrimonio dell’intera umanità dopo il parere favorevole dell’Unesco. Eppure, dopo il suo boom a livello mondiale durante gli anni ’90, oggi la dieta mediterranea è a rischio estinzione. A suonare l’allarme sono gli uomini tra i 25 e i 35 anni che bocciano le abilità culinarie delle giovani mogli. Sebbene quasi la totalità ritenga di avere un buon rapporto di coppia (81%) e affermi di dare moltissima importanza alla tavola (45%), solo due su 10 ammettono di avere al proprio fianco una dolce metà che si sbizzarrisce ogni giorno ai fornelli (21%). Sempre più spesso, infatti, si è costretti a mangiare fuori (44%), a ordinare a casa il cibo da take away come rosticcerie o pizzerie (57%) o a saziarsi solamente con cibi freddi tipo salumi e formaggi (62%). E’ quanto emerge da uno studio promosso dalla rivista Vie del Gusto condotto su 600 uomini sposati di età compresa tra i 25 e i 35 anni, a cui è stato chiesto un parere sulle abilità culinarie delle proprie giovani mogli. La soluzione? Rimandare la moglie a scuola di fornelli dalla suocera (71%) o, in alternativa, iscriverla a un corso ad hoc (43%). Il 32% è addirittura disposto a mettersi al suo fianco in cucina pur di far scattare la scintilla tra le stoviglie, i cibi e la propria amata. E se non porterà alla rottura matrimoniale, la scomparsa della dieta mediterranea dalla tavola delle giovani coppie preoccupa per il troppo dispendio economico (51%), per i possibili danni alla salute (57%) e per l’incapacità futura di insegnare ai figli i dettami di una corretta alimentazione (66%). (9Colonne)

"FRUSTRATI" A TAVOLA 4 ITALIANI SU 10

Vorrei mangiare più sano ma non ci riesco, è questa l’affermazione che più e meglio descrive il rapporto con il cibo di quasi il 37% degli italiani, quota che sale al 40,5% tra i 30-44enni, ad oltre il 40% tra le donne e sopra il 43% tra le casalinghe. E’ quanto emerge dal primo rapporto Coldiretti/Censis sulle abitudini alimentari degli italiani in occasione dell’Obesity day promosso dall’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi) il 10 e l’11 ottobre, per combattere l’obesità in Italia dove 1 persona su 3 è in sovrappeso e 1 su 10 è addirittura obesa, Gli italiani "frustrati" sono - sottolinea la Coldiretti - in numero superiore a quelli (33%) che dichiarano di seguire una dieta sana perché l’alimentazione è tra i fattori importanti per la salute, e sono soprattutto gli anziani (40,3%) e i laureati (37,6%) a praticare questa tendenza salutista. Emerge una importante segmentazione dei comportamenti con oltre 1/3 degli italiani che riconosce il valore dell’alimentazione e si comporta di conseguenza, 1/3 che per stile di vita, tentazioni e stress pur consapevole non riesce a comportarsi correttamente e 1/3 che non è attento alla tavola per mancanza di conoscenza. A preoccupare - continua la Coldiretti - è soprattutto la situazione delle giovani generazioni per la presenza in Italia di oltre un milione e centomila bambini tra i sei e gli undici anni con problemi di obesità e sovrappeso che rappresentano il 23,6 per cento della classe terza elementare. Occorre quindi intervenire con decisione per invertire questa tendenza con le malattie collegate direttamente all’obesità che sono responsabili di ben il 7 per cento dei costi sanitari dell’Unione Europea poiché l’aumento di peso è un importante fattore di rischio per molte malattie come i problemi cardiocircolatori, il diabete, l’ipertensione, l’infarto e certi tipi di cancro, sulla base dei dati della Commissione Europea Pane, pasta, frutta, verdura, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani - continua la Coldiretti - di conquistare il record della longevità con una vita media di 78,6 anni per gli uomini e di 84,1 anni per le donne, nettamente superiore alla media europea. Ma il futuro è preoccupante per effetto soprattutto del progressivo abbandono dei principi della dieta mediterranea a favore del consumo di cibi grassi e ricchi di zucchero come le bibite gassate. Occorre invertire la tendenza promuovendo il consumo di frutta e verdura a casa, nelle scuole e nelle mense anche con l’aiuto dei nuovi distributori automatici snack che si stanno diffondendo e dove è possibile acquistare frutta fresca, disidratata o spremute senza aggiunte di zuccheri o grassi come alimento rompi-digiuno per una merenda sana alternativa al "cibo spazzatura". La Coldiretti ha firmato un protocollo di intesa con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che prevede l’impegno a promuovere attraverso esperienze pilota, nel rispetto della propria autonomia e nell’ambito delle rispettive competenze, iniziative comuni per sensibilizzare i giovani ad un corretto comportamento civico rispettoso dell’ambiente e delle tradizioni alimentari italiane. Un impegno che rientra nell’ambito del progetto “Educazione alla Campagna Amica” che nel corso del nuovo anno scolastico – conclude la Coldiretti - coinvolge oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie che partecipano alle oltre tremila lezioni nelle fattorie didattiche e agli oltre cinquemila laboratori del gusto che saranno organizzati nelle aziende agricole e in classe. (9Colonne)

A FOLIGNO IL FESTIVAL DEI PRIMI PIATTI

Sarà il primo piatto dedicato all’Unità d’Italia il vero protagonista della XII edizione de "I Primi d’Italia", il Festival d’eccezione dei primi piatti nazionali, che rappresenta quanto di meglio il nostro belpaese ci offre e che si terrà a Foligno dal 23 al 26 settembre. Per tutta la durata della kermesse verranno coinvolte 26 location del centro storico e 18 villaggi del gusto, con oltre 200 aziende partecipanti e 80 chef ai fornelli. L’italiano si riconosce nella pasta, da sempre l’incontrastata regina delle tavole dello Stivale: la pasta secca, quella fresca all’uovo, quella ripiena, quella al forno, gli spaghetti, ma anche i risotti, le zuppe e tutti primi che fanno parte della nostra originale dieta mediterranea. I primi piatti sono l’emblema della nostra cultura ed è in questo spirito che Epta Confcommercio di Perugia propone quest’anno in anteprima il Piatto dell’Unità a Tavola (degustabile nel villaggio Unità d’Italia a Tavola). Ideato dagli chef dell’unica manifestazione interamente dedicata ai nostri amati primi, il piatto ha costituito una vera e propria sfida. La scelta è ricaduta sulla zuppa, una zuppa nazionale, realizzata con ben venti ingredienti, ciascuno proveniente da una regione dello Stivale; un piatto nel quale hanno trovato posto non solo ortaggi d’eccellenza ma anche ingredienti inaspettati e sorprendenti come la Grappa, lo Zafferano ed il Pistacchio verde. E’ stata davvero un’ardua impresa riuscire a miscelare venti prodotti così diversi tra di loro, ma dopo un grande lavoro ed innumerevoli prove, gli chef de I Primi d’Italia sono riusciti nell’intento e, per la prima volta nel nostro Paese, proprio a Foligno si potrà assaggiare un piatto capace di far rivivere nei profumi, nei gusti e nei colori, l’essenza, la tradizione e le peculiarità della nostra così variegata e ricca Italia. Questi gli ingredienti del piatto: Lardo d’Arnad (Valle d’Aosta), Riso (Piemonte), Grana Bella Lodi (Lombardia), Speck (Trentino Alto Adige), Grappa (Friuli Venezia Giulia), Basilico (Liguria), Radicchio di Chioggia Igp (Veneto), Zafferano (Sardegna), Sale di Cervia (Emilia Romagna), Rigatino stagionato (Toscana), Olio extra vergine di oliva (Umbria), Farro (Marche), Zucchino romanesco (Lazio), Aglio di Sulmona (Abruzzo), Fagioli bianchi di Riccia (Molise), Fagioli di Sarconi (Basilicata), Pomodorino del Piennolo (Campania), Cipolla di Tropea (Calabria), Pistacchio verde di Bronte (Sicilia) ed Olive (Puglia). (9Colonne)

OLIO D’OLIVA, UN ALLEATO PREZIOSO

Non è solo un protagonista delle nostra tavola, ma un prezioso alleato per la nostra salute: il valore dell’olio extravergine di oliva per la prevenzione di alcune tra le più importanti malattie, tra cui tumori, diabete e malattie cardiovascolari, è stato sostenuto anche sabato scorso, ad Arezzo, nel corso del convegno "Olio e salute" che si è svolto nell’ambito di Medoliva, la manifestazione internazionale sull’extravergine di qualità.. Organizzato dalla Regione Toscana, attraverso Arsia (l’agenzia per lo sviluppo e l’innovazione in campo agricolo) e Ars l’agenzia regionale di sanità il convegno ha permesso di riunire esperti del settore medico e biochimico, ma anche epidemiologi, nutrizionisti e produttori sia per approfondire i l ruolo che questi oli possono assumere nella prevenzione di alcune importanti malattie sia per valutare il conseguente interesse che queste acquisizioni possono avere per il comparto olivo-oleicolo. Numerose ricerche dimostrano che le popolazioni mediterranee si ammalano meno rispetto a quanto avviene nei Paesi dell’Europa del Nord e degli Stati Uniti, e l’olio d’oliva è il prodotto che maggiormente contraddistingue l’alimentazione di queste popolazioni, la cosiddetta dieta mediterranea. Questi effetti, si è ribadito al convegno, sono già stati studiati a lungo nel campo delle malattie cardiovascolari ma più recentemente è stato anche ipotizzato un possibile effetto protettivo dell’olio di oliva nei confronti dell’insorgenza di alcuni tumori e del diabete, e nella prevenzione del declino della funzione cognitiva. Sospettati degli effetti benefici sono soprattutto i fenoli, potenti sostanze antiossidanti presenti nell’olio, ch e contribuiscono a difendere le nostre cellule dai danni ossidativi e che quindi proteggono i lipidi plasmatici (in questo modo si previene per esempio l’aterosclerosi), e il Dna (queste sostanze sembrano ridurre il rischio delle lesioni ossidative, diminuendo il rischio che si formino cellule tumorali). L’evidenza epidemiologica di una minore incidenza di tumori nelle popolazioni mediterranee (Italia,Spagna, Grecia) che nel Nord Europa, è supportata dai risultati di studi sperimentali che mostrano una riduzione del danno ossidativo. Inoltre gli acidi grassi monoinsaturi dell’olio di oliva sembrano avere un effetto protettivo contro il declino cognitivo legato all’età e al morbo di Alzheimer. (9Colonne)

ITALIANI LONGEVI GRAZIE AL CIBO

La dieta mediterranea - che come è noto si fonda sul consumo abbondante di frutta e verdura, olio di oliva e di un buon bicchiere di vino - si conferma come un elisir per combattere invecchiamento e rughe. E infatti gli italiani hanno conquistato il record della longevità che ora nel Belpaese è pari a 78,8 anni per gli uomini e a 84,1 anni per le donne, nettamente superiore alla media europea. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare lo studio del Centro interuniversitario di dermatologia biologica e psicosomatica delle universita’ di Firenze, Milano e Siena, presentato al Winter Academy of Dermatology and Oncology a Saint Moritz. Tra i "trucchi" anti aging consigliati c’è quello - sottolinea la Coldiretti – di mangiare spesso legumi (fagioli, ceci, lenticchie, piselli), fonti di proteine vegetali e fibre antiossidanti ma anche abbondanti porzioni di verdure fresche, soprattutto spinaci, broccoli e cavoli, e frutta, in particolare agrumi e kiwi di cui è particolarmente ricca l’agricoltura italiana. Ma recenti studi scientifici assegnano importanti proprietà “salva botulino” anche al vino grazie al contenuto di resveratrolo che rallenta la respirazione mitocondriale, come avviene negli animali in letargo evitando la formazione dei radicali liberi dell’ossigeno che sono alla base di tutti i processi dell’invecchiamento. (9Colonne)