22 Apr, 2011
A Pasqua la buona tavola batte la crisi uno a zero. Nonostante le difficoltà economiche e i rincari al dettaglio di alcune produzione tipiche, come le colombe pasquali, gli italiani non rinunciano alla tradizione e per il carrello alimentare del prossimo week-end sono disposti a fare un’eccezione. Per celebrare la festività quest’anno si spenderanno complessivamente quasi 3,7 miliardi di euro, con un incremento in valore rispetto al 2010 del 5,7 per cento. Una cifra che comprende la spesa per il pranzo della domenica, ma anche per le colazioni "a sacco" in vista delle gite fuori porta a Pasquetta. E poi i vini e gli spumanti per accompagnare le "grandi abbuffate" e i dolci e le uova di cioccolato regalate a figli, amici e parenti. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in base alle rilevazioni compiute lo scorso fine settimana sulle intenzioni di acquisto delle famiglie e sui prezzi dei prodotti agroalimentari più venduti. Più in dettaglio - spiega la Cia - gli italiani ripartiranno in questo modo le spese per allestire le tavole di Pasqua e Pasquetta, dove sarà un trionfo di prodotti tipici: 280 milioni di euro per pane e pasta; 670 milioni di euro per i formaggi; 850 milioni di euro per salumi, insaccati e soprattutto carne di agnello; 400 milioni di euro per ortofrutticoli (in particolare, carciofi, asparagi, radicchio) e per i legumi; 260 milioni di euro per l’olio d’oliva; 620 milioni di euro per vini e spumanti. Da non dimenticare, poi, le uova: durante tutta la settimana santa se ne consumano ogni anno più di 390 milioni, soprattutto per preparare i classici dolci pasquali (come la pastiera), per una spesa complessiva che si aggira attorno ai 100 milioni di euro. Ovviamente, passata la festa, occorre mettersi a dieta. (9colonne)
12 Feb, 2008
Tra le attrazioni del prossimo Mia - la Mostra Internazionale dell’Alimentazione che si tiene a Rimini dal 23 al 26 febbraio 2008 - vi è la presenza di grandi chef, come i mostri sacri Gianfranco Vissani e Fulvio Pierangelini che, insieme a colleghi del calibro di Lucio Pompili, Massimo Bottura, Corrado Assenza, Bruno Barbieri e Andrea Berton, si sottoporranno ad un Pubblico Processo nel quale, ad essere inquisita, sarà la Cucina Italiana. Il processo si terrà il 24 febbraio, alle 16.30 al Padiglione D1 della Fiera. Protagonisti chef come Ilario Vinciguerra, fresco detentore di un premio internazionale assegnatoli in Spagna e di una stella Michelin - stella attribuita quest’anno anche a Raffaele Liuzzi, che proporrà sul palco una serie di varianti sul tema del riso - o come Guido Haverkock, stellato fuoriclasse nel raffinato ristorante di Castello Banfi, o ancora lo chef campano Michele Deleo, o Gianluigi Alla, sicura promessa a Terracina. Accanto ai celebrati Vincenzo Cammerucci, Bruno Barbieri, Karl Baumgartner, Marco Cavallucci, i volti di chi solo ora decide di uscire dalle cucine e confrontarsi col pubblico: Beatrice Segoni, con il curioso destino di ritrovarsi chef dai Ferragamo a Firenze dopo essere stata lei stessa stilista; Stefano Ciotti, al servizio di Alberta Ferretti nel suo ristorante - atelier di Cattolica; Michele Frandolic e Alceo Rapa, maestri del pesce rispettivamente a Riccione e a Pesaro, Valeria Deutsch, sensibilissima pasticcera, e Umberto Cavina, chef patron a Dozza Imolese. Come ogni processo che si rispetti, i ruoli dell’accusa e della difesa sono ben rappresentati: il pubblico ministero sarà il giornalista Luigi Cremona, la difesa sarà rappresentata da Elsa Mazzolini. Presidente della giuria Samuele Amadori. Cancellieri, Fede & Tinto dalla trasmissione radiofonica Decanter e il giudice sarà l’attore Riccardo Rossi. L’evento è sconsigliato a che è a dieta stretta, per tutti gli altri si aprono straordinarie prosepttive. (9Colonne)