8 Feb, 2010
Il premier laburista britannico, Gordon Brown, si sta preparando fisicamente alle elezioni politiche di primavera con una dieta che comprende nove banane al giorno. Lo riferisce oggi il "Sun", secondo cui con questa dieta Brown spera anche di superare la sua nota maniacale passione per le barrette di cioccolata KitKat. La banana è davvero di un frutto ricco di virtù. A cominciare dal celebre potassio, di cui la polpa della banana è ricca. Si tratta di un minerale indispensabile per il buon funzionamento del sistema cardiovascolare, che in più stimola la diuresi e regolarizza l’intestino. Non dimentichiamo poi che le banane sono una fonte preziosa di vitamine A, B1, B2, B6, C e PP, in grado si mantenere elastica la pelle, stimolare le difese immunitarie e favorire il metabolismo delle proteine. La popolarità della banana è indiscussa e planetaria: la banana è tra i cibi più consumati al mondo, subito dopo i cereali. L’apporto energetico della banana garantisce un effetto immediato. Non a caso la banana è considerata uno dei carburanti più efficienti per l’ organismo grazie all’alta concentrazione di zuccheri, amidi e fibre che, insieme, mantengono costante la glicemia, senza fare impennare troppo l’insulina. Il risultato è energia costante e nessuna sensazione di buco allo stomaco per molte ore. In questo senso la banana può essere considerata lo snack perfetto per nutrirsi senza compromettere la linea perché, nonostante apporti 80 calorie circa, tiene lontano dal frigorifero per molte ore. Tra le vitamine del gruppo B contenute nella banana particolarmente importanti sono la Vitamina B2 che facilita l’eliminazione delle tossine e garantisce capelli, unghie e pelle in buona salute; la vitamina PP e la vitamina B6 anch’esse fondamentali per la salute e la bellezza della pelle oltre che per la regolazione degli ormoni sessuali. La vitamina B6 agisce in sinergia con due altre sostanze presenti nella banana, il triptofano e il magnesio: insieme stimolano l’organismo a produrre serotonina dall’effetto equilibrante sul tono dell’umore e sulla qualità del sonno, condizione essenziale per stimolare il rinnovamento cellulare. (9Colonne)
5 Feb, 2010
A Fieragricola fa la sua comparsa il kiwi giallo, destinato a ritagliarsi un posto nella dieta dei buongustai. Ricerca genetica made in Italy, brevetto europeo, senza modificazioni genetiche. All’interno delle novità di Agripiazza, nel padiglione 1 di Veronafiere. L’area dedicata alle ultime tecnologie in materie di mezzi tecnici, fertilizzanti, prodotti frutticoli. A presentare il kiwi a polpa gialla, della varietà "Soreli", è l’azienda agricola Ceradini: un vivaio nel cuore di Chievo, Verona. Ne parlano i titolari, Marco e Carlo Ceradini, che col vivaio stanno sostenendo diverse richieste di kiwi a polpa gialla. A partire dalla sperimentazione, portata avanti fra il 2002 e il 2005 dall’Università di Udine, con Raffaele Testolin (Facoltà di Agraria, dipartimento di Biotecnologia). Le caratteristiche, oltre al colore giallo della polpa, sono una minore acidità, un più elevato grado brix (il grado zuccherino), una produttività superiore rispetto alla varietà Hayward (dal tradizionale colore verde), una precocità di circa un mese sulla maturazione. Tutto questo comporta alcuni vantaggi sia per i consumatori che per i produttori, spiega Marco Ceradini. Chi acquista, infatti, può contare sulla disponibilità di prodotto già dalla seconda metà di settembre e da una conservabilità che arriva fino a 120 giorni, mentre gli agricoltori spuntano un prezzo superiore di circa il 20-25 per cento rispetto al frutto a polpa verde, forti anche del fatto di una maggiore uniformità nelle dimensioni del frutto. E un altro vantaggio specifica Ceradini è legato ad una maggiore produttività della pianta, mediamente fino al 20 per cento, che significa una produzione media di 35 tonnellate ad ettaro contro le 30 della varietà Hayward. Il colore giallo regala al frutto un sapore diverso dal kiwi tradizionale. Al gusto ha sentori che richiamano i frutto tropicali, l’ananas e la banana. (9Colonne)
2 Feb, 2010
Con il forte abbassamento delle temperature che ha portato neve e gelo sull’Italia si registra un boom negli acquisti degli ingredienti base per la preparazione di zuppe calde, dalle verdure ai legumi come fagioli, lenticchie, ceci e fave. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che iniziare la mattina con latte, miele o marmellata e portando poi a tavola soprattutto zuppe, verdure, legumi e frutta, aiuta ad alzare la temperatura corporea e a rafforzare, con l’apporto di vitamine, le difese immunitarie dal rischio dell’insorgenza dell’influenza. Con il freddo aumenta il dispendio energetico corporeo che l’organismo spende per mantenere la temperatura ideale di circa 37 gradi e in occasione di abbassamenti repentini delle temperature come quelli attuali può essere corretto aumentare di una piccola quantità l’assunzione calorica giornaliera. Fondamentale - sottolinea la Coldiretti - è assumere verdure di stagione, soprattutto quelle ricche di vitamina A (spinaci, cicoria, zucca, ravanelli, zucchine, carote, broccoletti, ottimi anche cipolle e aglio possibilmente crudi per la valenza antibatterica non indifferente) perché danno il giusto quantitativo di sali minerali e vitamine antiossidanti che sono di grande aiuto per combattere le conseguenze dello stress del cambio di stagione sull’organismo. Nella dieta non vanno trascurati piatti a base di legumi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave secche) perché contengono ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l’organismo a smaltire i sovraccarichi migliorando le funzionalità intestinali. Per la frutta - conclude la Coldiretti - di grande importanza il consumo di kiwi e di agrumi (arance, limoni, mandarini, clementine) per il contenuto notevole di vitamina C, ma anche mele e pere. Va anche ricordato che in un soggetto normale è importante l’assunzione di proteine per cui si raccomanda una buona dose di carne nella dieta. (9Colonne)
1 Feb, 2010
Merano e i suoi dintorni possono ora vantare, insieme all’Alto Adige, un singolare e prestigioso record, ovvero il più alto numero di ristoranti che hanno avuto il merito di ottenere il riconoscimento della "Stella Michelin". A Merano e dintorni sono ora ben quattro i ristoranti che vantano tale primato, mentre, in tutto l’Alto Adige, salgono a sedici, portando, la provincia di Bolzano, ad essere riconosciuta come quella con il maggior numero di ristoranti stellati in Italia. Nella città di Merano, recentemente, hanno ottenuto il premio il ristorante Sissi, diretto e guidato dalla sapienza e dalla capacità di Andrea Fenoglio e il ristorante Castel Fragsburg, che vanta come chef Alois Haller. A Tirolo, invece, a pochi chilometri da Merano, sorprendentemente ha ottenuto la seconda stella il ristorante Trenkerstube, la cui cucina è affidata all’abile chef Gerard Wieser. Infine, è stata confermata la "stella Michelin" del ristorante "Zum Löwen", guidato dallo chef Anna Matscher, che si trova a Tesimo, sul rilassante e gradevole altopiano di fronte alla conca di Merano. E’ importante tener presente come la gastronomia a Merano e nelle valli intorno alla città sia un elemento di forte interesse, poiché la tradizione dei piatti tipici locali, la gustosa dieta dei contadini, spesso si sposa con l’innovazione della cucina moderna. Non di rado è possibile gustare le pietanze locali nei masi delle valli e assaggiare gli stessi piatti, ma questa volta rivisitati, nei ristoranti migliori della città e dei paesi nei dintorni. Il turismo eno-gastronomico, anche in considerazione delle numerose e importanti cantine presenti nella Val d’Adige ma anche nella Val Venosta e nella Val Passiria, rappresenta uno degli elementi più importanti dell’intera offerta turistica del territorio. (9Colonne)